Il CMS di Webflow limita il numero di elementi, collezioni e campi che puoi utilizzare in base al tuo piano: 2.000 elementi nel piano CMS, fino a 20.000 nel Business e limiti personalizzati nell'Enterprise. Se hai raggiunto — o ti stai avvicinando a — uno di questi limiti, ecco tutto ciò che devi sapere e i modi migliori per aggirarli.
Limiti del CMS Webflow per Piano
| Piano | Elementi CMS | Collezioni |
|---|---|---|
| Basic | 0 | 0 |
| CMS | 2.000 | 20 |
| Business | fino a 20.000 | 40 |
| Enterprise | Personalizzati | Personalizzate |
Soluzioni SEO-friendly
Se i tuoi contenuti devono essere pubblici e facilmente indicizzati dai motori di ricerca, ma hai raggiunto o sei vicino al limite di 20.000 elementi nel CMS Webflow, hai due opzioni principali:
1. Automazione del CMS Webflow (o Piano Enterprise)
La soluzione alternativa più semplice per rimanere all'interno di Webflow è continuare a utilizzare il CMS Webflow e creare un'automazione per rimuovere gli elementi dal CMS che non sono più necessari e memorizzarli in un database esterno (ad esempio, se un elemento non ha bisogno di essere pubblico dopo X giorni). In alternativa, puoi passare al piano aziendale Webflow Enterprise (che può costare da 15.000 a 60.000 dollari all'anno). Questa limitazione esiste perché il contenuto ottimizzato per la SEO deve essere generato sul backend e all'interno di Webflow questo è possibile solo utilizzando il loro CMS integrato.
2. Reverse Proxy
Un reverse proxy ti consente di ospitare i tuoi contenuti su una piattaforma esterna—come un'applicazione Next.js—facendola apparire in modo trasparente sotto il tuo dominio Webflow principale. Ad esempio, potresti servire il-tuo-sito.com/blog da un server completamente separato senza che i tuoi visitatori notino mai la transizione.
Poiché il contenuto risiede al di fuori dell'infrastruttura di Webflow, questo rimuove efficacemente il limite degli elementi del CMS mantenendo tutto completamente ottimizzato per la SEO.
L'Esperienza di Modifica dei Contenuti Una delle preoccupazioni principali nell'abbandonare il CMS Webflow è perdere il suo editor intuitivo. Fortunatamente, utilizzando un framework esterno, puoi facilmente connettere un Headless CMS (come Payload, Sanity o Contentful). Ciò consente al tuo team di contenuti di continuare a gestire gli articoli tramite un'interfaccia dedicata e intuitiva che è altrettanto valida—se non migliore—di quella di Webflow, mentre il frontend rimane completamente integrato sotto il tuo dominio Webflow.
Ci sono due modi principali per impostare tutto questo:
Il Reverse Proxy Classico
Storicamente, l'impostazione di un reverse proxy era un processo tecnicamente complesso — richiedeva la configurazione di server esterni, la gestione dei DNS e la manutenzione continua.
Il principale svantaggio: essere ospitati all'esterno di Webflow significava perdere l'accesso al Webflow Designer. La tua piattaforma esterna non condivideva i componenti dell'interfaccia utente nativi di Webflow e i template, quindi dovevi ricostruire il tuo frontend separatamente.
Reverse Proxy Nativo (Webflow Cloud)
Per risolvere questi problemi, Webflow ha introdotto una soluzione di reverse proxy nativa attraverso Webflow Cloud. Questo ti consente di ospitare app basate su codice tradizionale (come Next.js) direttamente all'interno dell'infrastruttura di hosting di Webflow.
Con questo approccio, ti basta semplicemente specificare da quale percorso la tua app personalizzata dovrebbe essere servita (ad esempio, /blog), e Webflow gestisce il proxying nativamente.
Ancora meglio, risolve il problema dell'interfaccia utente. Utilizzando Webflow DevLink, puoi progettare visivamente i componenti all'interno di Webflow (come Navbar e Footer) e importarli direttamente nel tuo progetto Next.js come componenti React. Questo ti offre il meglio di entrambi i mondi: infinita scalabilità per i tuoi contenuti del CMS attraverso codice, mantenendo i tuoi componenti visivi perfettamente sincronizzati con il Webflow Designer.
Soluzioni Non SEO-friendly
Lo Stack WWX
Se non è necessario che i tuoi contenuti siano indicizzati — per esempio tutto ciò che si trova all'interno di un'area ristretta o riservata agli iscritti — ci sono altre soluzioni per aggirare il problema che non richiedono l'aggiornamento al piano Enterprise, risparmiando di conseguenza un bel po' di soldi.
La migliore soluzione, a mio parere, è l'utilizzo dello stack WWX perché è scalabile e robusto. Tuttavia, a differenza della prima soluzione, è più avanzata e potrebbe risultare più complessa per chi non ha familiarità con lo sviluppo web. Diamo prima un'occhiata ai singoli strumenti e poi vediamo come operano insieme per ovviare al problema del limite dei 20k elementi.
WWX sta per Webflow, Wized e Xano.
Cos'è Wized?
Wized è simile a Webflow, ma per la creazione della logica front-end. Ti consente di creare richieste, condizioni e molte altre caratteristiche per aggiungere dinamismo al tuo progetto Webflow. Non va confuso con Zapier, che lavora invece a livello di logiche backend. Wized genera codice JavaScript e opera all'interno del browser.
Cos'è Xano?
Xano è, a mio avviso, il miglior strumento no-code per lo sviluppo di un backend. Comprende la logica di backend (paragonabile a quella di Zapier) combinata a un proprio database. Xano è stato concepito con le priorità di scalabilità e di elevato standard di sicurezza in mente.
Come funziona
Puoi usare Webflow per realizzare le pagine del sito e i suoi vari componenti visivi. In un secondo istante convertirai parte di questi componenti tramite attributi personalizzati per usarli all'interno del builder di Wized. Su Wized si attiveranno interazioni e connettori capaci di recuperare dati da Xano o altri database/piattaforme per poi generare listati o singoli dataset integrandoli dentro l'html di Webflow. In questo modo elimini completamente la dipendenza verso il database e limite del CMS Webflow sui 20K item max!
A differenza del CMS Webflow (che renderizza i contenuti nel backend fornendo così un markup html finale pronto in arrivo cosí che i crawler di Google possano indicizzarle pienamente) con Wized tutto il contenuto dinamico e listati che dipendono da database risiedono dal lato client e arrivano via chiamate API asincrone. Ciò significa che Google non è detto sia capace nel trovare sempre i contenuti pronti al primo caricamento in pagina se dipende da complessi flussi JavaScript1. Proprio per questa flessibilità a livello utente è eccezionale per costruire potenti web app, aree riservate a pannelli di controllo e web dinamico, invece per garantire solidità per pagine 100% pensate all’indicizzazione SEO-friendly è necessario, nonché strategico, optare per reverse proxy con Webflow CMS Cloud e framework.
Domande Frequenti
Qual è il limite degli elementi nel CMS di Webflow?
Il limite del CMS Webflow dipende dal modulo: il piano CMS supporta 2.000 elementi e fino a 20.000 per i Business, oltre per gli Enterprise custom size, se sei un utente piano base il CMS per database collection non è applicabile e disponibile per niente.
Quali sono i limiti di campi e delle collezioni su Webflow?
Nei piani standard CMS si dispongono 20 collection massime, se sei sul piano Business aumenta sino a 40 Database Collection diverse. Tutte possono contenere solo massimo limitatamente ciascuna fino a 60 proprietà campi disponibili per tipologie di collection.
È possibile superare tali limiti senza l'obbligo dei piani Webflow Enterprise?
Certamente. Se non devi dipendere dall'esigenza d'indicizzazione SEO potrai bypassare ogni vincolo spostando tutto su appositi database quali piattaforme SaaS esterne e API flessibili quali Airtable, Xano da integrare ad appositi builder interattivi lato utente come lo straordinario e potentissimo ambiente visuale Wized o sfruttando altre metodologie classiche ma integrate con il Webflow Cloud e Headless CMS in Reverse Proxy architetture.
Cosa accadrà al raggiungimento totale del limite cap Webflow CMS?
Essenzialmente il sistema dell'Editor e designer limiteranno rigidamente gli utenti dall’aggiunta ad un eventuale eccedenza verso singoli item o collection bloccandoti prima e forzandoti nel fare upgrade manuale ed obbligatorio prima per continuare la crescita della tua operatività altrimenti l'aggiunta nuovi diventerà interdetta in upload e submit da moduli web integrati compresi.
È scalabile Webflow verso piattaforme contenuti estese globalmente?
Fin dove supportabile cioè i 20.000 Item i piani e funzioni CMS garantiscono solidità ma oltre occorrono piani aziendali per cifre ad ampio raggio molto superiori oppure implementi moderni flessibili verso logiche separate tra headless framework e backend esterni da poter sincronizzare su cloud ed integrazioni proxy nativamente per la continuità del design da Webflow ed un applicativo front-end in NextJS ad indicizzazione 100% stabile con carichi d’uso enormi ed elastici al volume di utilizzo per budget di scalabilità.
Riepilogo Tecnico Generico
Se avrai l'unica esigenza prioritaria nell’ottimizzare la lettura ai crawler (SEO) nei motori di ricerca assicurati una stesura di non eccedenza sopra 20.000 restando sull’ecosistema solido senza appoggio Webflow, nel momento che avrai aree riservate, applicazioni private o necessiti estensione superflua in posizionamento ma forte nei processi dati Xano&Wized in appoggio al layout grafico, faranno il salto flessibile e di alto valore eliminando i vincoli di Webflow! Supera ogni limitazione, il Native Reverse Proxy col potere Cloud e flessibili API assieme al tool DevLink di un Headless cms porterà avanti al top senza perdite qualitative sul Webflow Interface builder!
Footnotes
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Google dal 2014 vanta un ottima efficienza nel fare rendering dinamico nei JavaScript lato end client, senza però garantire assoluta o completa visuale su flussi che creassero minimamente difformità nel timing o errore al browser esecuzione. Meglio optare ed andare alla piena sicurezza d'indicizzazione offrendolo servito pronto al caricamento via code side SSR. ↩
